Cos’è     Sintomi     Cosa fare     Trattamento     Chirurgia     Prevenzione     FAQ     Prenota

Cos’è     Sintomi     Cosa fare     Trattamento     Chirurgia     Prevenzione     FAQ     Prenota

Cos'è


Cos’è la distorsione di caviglia e quanto è frequente

La distorsione di caviglia è l’infortunio sportivo più comune: rappresenta oltre il 40% di tutti gli infortuni e in Italia se ne verificano circa 10.000 al giorno.

I traumi distorsivi vengono classificati in base alla sede della lesione in:

laterali
mediali
alti.

Le distorsioni laterali rappresentano circa l’85% dei casi e avvengono per un movimento di inversione e supinazione con il piede in plantarflessione. In questi casi è coinvolto il complesso legamentoso laterale, formato da tre legamenti:

peroneo-astragalico anteriore (PAA)
peroneo-calcaneale (PC)
peroneo-astragalico posteriore (PAP)

Nel 75% dei casi si ha una lesione isolata del PAA, nel 20% una lesione combinata PAA+PC, mentre più raramente è interessato solo il PC (<1%).

Cos'è


Cos’è la distorsione di caviglia e quanto è frequente

La distorsione di caviglia è l’infortunio sportivo più comune: rappresenta oltre il 40% di tutti gli infortuni e in Italia se ne verificano circa 10.000 al giorno.

I traumi distorsivi vengono classificati in base alla sede della lesione in:

laterali
mediali
alti.

Le distorsioni laterali rappresentano circa l’85% dei casi e avvengono per un movimento di inversione e supinazione con il piede in plantarflessione. In questi casi è coinvolto il complesso legamentoso laterale, formato da tre legamenti:

peroneo-astragalico anteriore (PAA)
peroneo-calcaneale (PC)
peroneo-astragalico posteriore (PAP)

Nel 75% dei casi si ha una lesione isolata del PAA, nel 20% una lesione combinata PAA+PC, mentre più raramente è interessato solo il PC (<1%).

Sintomi


Sintomi e diagnosi della distorsione

Il quadro clinico tipico comprende:

gonfiore e comparsa di ematoma

dolore di intensità variabile, anche a riposo

difficoltà o impossibilità a camminare.

Dopo una distorsione è fondamentale escludere la presenza di fratture mediante radiografia. La valutazione di eventuali lesioni legamentose o cartilaginee avviene successivamente, spesso a distanza di qualche settimana.

Sintomi


Sintomi e diagnosi della distorsione

Il quadro clinico tipico comprende:

gonfiore e comparsa di ematoma

dolore di intensità variabile, anche a riposo

difficoltà o impossibilità a camminare.

Dopo una distorsione è fondamentale escludere la presenza di fratture mediante radiografia. La valutazione di eventuali lesioni legamentose o cartilaginee avviene successivamente, spesso a distanza di qualche settimana.

Cosa fare


Cosa fare subito dopo una distorsione di caviglia

Nei primi minuti è importante:



Se il dolore è molto intenso o non si riesce a camminare, è consigliato recarsi al pronto soccorso per una valutazione radiografica.

Trattamento


Tempi di recupero e trattamenti conservativi

Il trattamento iniziale è quasi sempre conservativo, grazie alla stabilità intrinseca della caviglia.

Protocollo P.R.I.C.E.

La distorsione di caviglia è l’infortunio sportivo più comune: rappresenta oltre il 40% di tutti gli infortuni e in Italia se ne verificano circa 10.000 al giorno.

P (Protection): protezione con tutore
R (Rest): riposo
I (Ice): ghiaccio
C (Compression): bendaggio elastico
E (Elevation): arto in scarico

L’immobilizzazione non deve superare i 10 giorni. Il carico va introdotto gradualmente con l’aiuto delle stampelle.

  • Antinfiammatori e tecarterapia possono aiutare a ridurre dolore e gonfiore
  • L’idrokinesiterapia (camminare in acqua) favorisce la ripresa del passo in sicurezza
  • Fondamentale è il lavoro del fisioterapista sul recupero della propriocettività, indispensabile per prevenire recidive.

Nella maggior parte dei pazienti (80%) bastano riposo e fisioterapia: il legamento guarisce spontaneamente formando una cicatrice valida dal punto di vista meccanico.Nel 20% dei casi, invece, si sviluppa un’instabilità cronica o altre complicanze (impingement, lesioni osteocondrali).

Quando la distorsione diventa instabilità cronica

A distanza di settimane o mesi, alcuni pazienti possono presentare:

I traumi distorsivi vengono classificati in base alla sede della lesione in:

  • instabilità: sensazione di cedimento, soprattutto su terreni irregolari o durante sport con salti e cambi di direzione
  • dolore persistente: localizzato o diffuso, spesso associato a limitazione dei movimenti di flesso-estensione.

L’instabilità è una sensazione di cedimento e insicurezza ad appoggiare la caviglia su terreni irregolari o durante attività sportive che prevedano salti o cambi di direzione. Il dolore è localizzato, a livello della regione anterolaterale o anteromediale della caviglia, oppure diffuso con limitazione dei movimenti.

La diagnosi richiede:

  • radiografia in carico, utile per valutare gli assi meccanici
  • risonanza magnetica, per le lesioni legamentose e cartilaginee
  • TAC, utile per definire meglio i margini delle lesioni osteocondrali.

Quando la distorsione diventa instabilità cronica

A distanza di settimane o mesi, alcuni pazienti possono presentare:

I traumi distorsivi vengono classificati in base alla sede della lesione in:

  • instabilità: sensazione di cedimento, soprattutto su terreni irregolari o durante sport con salti e cambi di direzione
  • dolore persistente: localizzato o diffuso, spesso associato a limitazione dei movimenti di flesso-estensione.

L’instabilità è una sensazione di cedimento e insicurezza ad appoggiare la caviglia su terreni irregolari o durante attività sportive che prevedano salti o cambi di direzione. Il dolore è localizzato, a livello della regione anterolaterale o anteromediale della caviglia, oppure diffuso con limitazione dei movimenti.

La diagnosi richiede:

  • radiografia in carico, utile per valutare gli assi meccanici
  • risonanza magnetica, per le lesioni legamentose e cartilaginee
  • TAC, utile per definire meglio i margini delle lesioni osteocondrali.

Chirurgia


Trattamento chirurgico dell’instabilità di caviglia

La chirurgia è indicata in caso di fallimento del trattamento conservativo.

L’obiettivo dell’intervento è ripristinare la stabilità della caviglia, prevenendo degenerazioni artrosiche e limitazioni funzionali.

Tecniche chirurgiche

  • Riparazione legamentosa: con ancorette in titanio e fili ad alta resistenza
  • Ricostruzione legamentosa: nei casi in cui il tessuto non sia sufficiente, si utilizza un tendine autologo (semitendinoso del ginocchio) o un allograft da donatore.

La scelta di una delle due dipende dalla quantità e dalla qualità del tessuto legamentoso a disposizione valutabile mediante l’artroscopia di caviglia per via anteriore.Talvolta è necessario associare osteotomie correttive in caso di malallineamenti del piede o della caviglia.

Percorso post-operatorio

  • Tutore a 90° per 30 giorni
  • Carico parziale dopo 15 giorni (se non ci sono state procedure aggiuntive)
  • Fisioterapia e idrokinesiterapia dal 15° giorno
  • Guida dopo 4 settimane
  • Ripresa corsa dopo circa 2 mesi
  • Sport completo dopo circa 5 mesi.

Chirurgia


Trattamento chirurgico dell’instabilità di caviglia

La chirurgia è indicata in caso di fallimento del trattamento conservativo.

L’obiettivo dell’intervento è ripristinare la stabilità della caviglia, prevenendo degenerazioni artrosiche e limitazioni funzionali.

Tecniche chirurgiche

  • Riparazione legamentosa: con ancorette in titanio e fili ad alta resistenza
  • Ricostruzione legamentosa: nei casi in cui il tessuto non sia sufficiente, si utilizza un tendine autologo (semitendinoso del ginocchio) o un allograft da donatore.

La scelta di una delle due dipende dalla quantità e dalla qualità del tessuto legamentoso a disposizione valutabile mediante l’artroscopia di caviglia per via anteriore.Talvolta è necessario associare osteotomie correttive in caso di malallineamenti del piede o della caviglia.

Percorso post-operatorio

  • Tutore a 90° per 30 giorni
  • Carico parziale dopo 15 giorni (se non ci sono state procedure aggiuntive)
  • Fisioterapia e idrokinesiterapia dal 15° giorno
  • Guida dopo 4 settimane
  • Ripresa corsa dopo circa 2 mesi
  • Sport completo dopo circa 5 mesi.

Prevenzione


Esercizi e prevenzione delle recidive

Una volta completato il recupero, la prevenzione è fondamentale:

esercizi propriocettivi su tavolette instabili o bosu

potenziamento muscolare di polpacci e muscoli stabilizzatori

uso di scarpe adeguate per l’attività sportiva

ATTENZIONE ai terreni irregolari.

Un percorso riabilitativo mirato riduce il rischio di nuovi traumi e permette di tornare allo sport in sicurezza.

Quando rivolgersi allo specialista

Se il dolore o l’instabilità persistono nonostante la fisioterapia, è importante una valutazione ortopedica. Una diagnosi accurata consente di definire il trattamento più adeguato, evitando recidive e complicanze.

Domande frequenti (FAQ)

Può persistere alcuni giorni o settimane a seconda della gravità. Se non migliora, è consigliata una valutazione ortopedica.

Quando la sensazione di cedimento e il dolore continuano a distanza di settimane o mesi dal trauma, anche dopo fisioterapia.

Se i sintomi non migliorano con il trattamento conservativo e la fisioterapia, o se ci sono lesioni legamentose/cartilaginee significative.

Dopo una distorsione lieve, anche in poche settimane. Dopo un intervento chirurgico, generalmente dopo 4–5 mesi.

Allenando equilibrio e propriocettività, rinforzando i muscoli stabilizzatori della caviglia e utilizzando calzature adatte.

Non immobilizzare troppo a lungo l’articolazione, non camminare senza supporto se il dolore è intenso, non trascurare la fisioterapia.

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