● Cos'è
Cause del piede piatto nell’adulto
Il piede piatto – o sindrome pronatoria – è una deformità caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale associata a valgismo del calcagno, cioè una deviazione verso l’esterno.In condizioni normali, il piede durante il passo si comporta come una leva morbida in fase di appoggio e come una leva rigida in fase di spinta, garantendo equilibrio, ammortizzazione e forza propulsiva.
Nel piede piatto, invece, l’arco plantare cede e il carico si concentra sulla parte interna del piede.Questa condizione provoca uno stato di pronazione costante, che a lungo andare può causare dolore, affaticamento e alterazioni degenerative dei tessuti molli e delle articolazioni.
Alla nascita, tutti i bambini presentano una pianta del piede piatta: con la crescita, l’arco plantare si forma gradualmente fino a completarsi intorno agli 8 anni.Se questo processo non avviene correttamente, il piede rimane piatto anche in età adulta.
Nell’adulto, la causa principale del piede piatto è la disfunzione del tendine tibiale posteriore, che può andare incontro a fenomeni degenerativi o a una vera e propria rottura.Senza l’azione di questo tendine, il calcagno devia verso l’esterno e l’arco plantare collassa.
Altri fattori che aumentano il rischio di sviluppare un piede piatto sono:
- Iperlassità legamentosa
- Predisposizione genetica e familiare
- Traumi o fratture che alterano l’allineamento del piede
- Sovrappeso e cattiva postura
- Malattie reumatiche o degenerative
● Cos'è
Cause del piede piatto nell’adulto
Il piede piatto – o sindrome pronatoria – è una deformità caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale associata a valgismo del calcagno, cioè una deviazione verso l’esterno.In condizioni normali, il piede durante il passo si comporta come una leva morbida in fase di appoggio e come una leva rigida in fase di spinta, garantendo equilibrio, ammortizzazione e forza propulsiva.
Nel piede piatto, invece, l’arco plantare cede e il carico si concentra sulla parte interna del piede.Questa condizione provoca uno stato di pronazione costante, che a lungo andare può causare dolore, affaticamento e alterazioni degenerative dei tessuti molli e delle articolazioni.
Alla nascita, tutti i bambini presentano una pianta del piede piatta: con la crescita, l’arco plantare si forma gradualmente fino a completarsi intorno agli 8 anni.Se questo processo non avviene correttamente, il piede rimane piatto anche in età adulta.
Nell’adulto, la causa principale del piede piatto è la disfunzione del tendine tibiale posteriore, che può andare incontro a fenomeni degenerativi o a una vera e propria rottura.Senza l’azione di questo tendine, il calcagno devia verso l’esterno e l’arco plantare collassa.
Altri fattori che aumentano il rischio di sviluppare un piede piatto sono:
- Iperlassità legamentosa
- Predisposizione genetica e familiare
- Traumi o fratture che alterano l’allineamento del piede
- Sovrappeso e cattiva postura
- Malattie reumatiche o degenerative
● Sintomi
Sintomi del piede piatto
Non sempre il piede piatto è sinonimo di patologia: in alcuni casi può essere asintomatico e non limitare le attività quotidiane o sportive (ne è un esempio il pluricampione Usain Bolt).Quando però i meccanismi di compenso vengono meno, compaiono dolore e instabilità.
I sintomi più comuni includono:
dolore di intensità variabile, anche a riposo
Gonfiore nella parte mediale della caviglia
In alcuni casi, presenza di una prominenza ossea dolorosa (scafoide accessorio)
Dolore laterale nella parte esterna del piede, tipico delle deformità più severe
● Sintomi
Sintomi del piede piatto
Non sempre il piede piatto è sinonimo di patologia: in alcuni casi può essere asintomatico e non limitare le attività quotidiane o sportive (ne è un esempio il pluricampione Usain Bolt).Quando però i meccanismi di compenso vengono meno, compaiono dolore e instabilità.
I sintomi più comuni includono:
dolore di intensità variabile, anche a riposo
Gonfiore nella parte mediale della caviglia
In alcuni casi, presenza di una prominenza ossea dolorosa (scafoide accessorio)
Dolore laterale nella parte esterna del piede, tipico delle deformità più severe
● Diagnosi
Diagnosi del piede piatto nell’adulto
La visita specialistica ortopedica consente di valutare accuratamente il piede sia in posizione eretta che durante il passo.Attraverso test specifici, si analizza l’equilibrio muscolare e la mobilità articolare per distinguere tra le due principali tipologie di piede piatto:
- Flessibile: correggibile manualmente
- Rigido: non correggibile e spesso associato ad artrosi
Gli esami diagnostici più utili sono:
- Radiografia in carico, fondamentale per valutare la morfologia del piede, i rapporti articolari e l’eventuale presenza di artrosi.
- TC (Tomografia Computerizzata), indicata nei casi selezionati per sospetta sinostosi o per valutare la qualità ossea.
- Risonanza Magnetica (RMN), utile per analizzare lo stato del tendine tibiale posteriore, soprattutto in soggetti giovani e sportivi.
Se il dolore è molto intenso o non si riesce a camminare, è consigliato recarsi al pronto soccorso per una valutazione radiografica.
● Trattamento conservativo
Trattamento conservativo
Il trattamento non chirurgico è indicato nei piedi piatti flessibili e poco sintomatici.In questi casi, l’obiettivo è alleviare il dolore e migliorare la stabilità, non correggere la deformità.
Le principali soluzioni conservative includono:
- Plantari su misura, per migliorare la distribuzione del carico e ridurre la pronazione
- Terapie fisiche (come TecarTerapia) per ridurre infiammazione e dolore
- Farmaci antinfiammatori, in caso di dolore acuto
Quando la deformità diventa rigida o il dolore persiste, è necessario valutare il trattamento chirurgico.
● Trattamento conservativo
Trattamento conservativo
Il trattamento non chirurgico è indicato nei piedi piatti flessibili e poco sintomatici.In questi casi, l’obiettivo è alleviare il dolore e migliorare la stabilità, non correggere la deformità.
Le principali soluzioni conservative includono:
- Plantari su misura, per migliorare la distribuzione del carico e ridurre la pronazione
- Terapie fisiche (come TecarTerapia) per ridurre infiammazione e dolore
- Farmaci antinfiammatori, in caso di dolore acuto
Quando la deformità diventa rigida o il dolore persiste, è necessario valutare il trattamento chirurgico.
● Trattamento chirurgico
Intervento chirurgico per piede piatto nell’adulto
La scelta dell’intervento dipende dal grado di deformità e dalla flessibilità del piede.Nei piedi piatti flessibili, si preferiscono tecniche meno invasive come:
- Osteotomie correttive del calcagno e del primo cuneiforme per riallineare il retropiede e ristabilire l’arco plantare
- Trasposizioni tendinee, che sostituiscono il tendine tibiale posteriore non funzionante con un tendine sano (flessore lungo delle dita)
Nei piedi piatti rigidi, spesso associati ad artrosi, l’unica soluzione efficace è l’artrodesi, cioè la fusione di una o più articolazioni per riportare il piede in asse e ridurre il dolore.Nei casi più gravi che coinvolgono anche la caviglia, può essere indicata una duplice artrodesi o l’associazione con protesi di caviglia.
● Trattamento chirurgico
Intervento chirurgico per piede piatto nell’adulto
La scelta dell’intervento dipende dal grado di deformità e dalla flessibilità del piede.Nei piedi piatti flessibili, si preferiscono tecniche meno invasive come:
- Osteotomie correttive del calcagno e del primo cuneiforme per riallineare il retropiede e ristabilire l’arco plantare
- Trasposizioni tendinee, che sostituiscono il tendine tibiale posteriore non funzionante con un tendine sano (flessore lungo delle dita)
Nei piedi piatti rigidi, spesso associati ad artrosi, l’unica soluzione efficace è l’artrodesi, cioè la fusione di una o più articolazioni per riportare il piede in asse e ridurre il dolore.Nei casi più gravi che coinvolgono anche la caviglia, può essere indicata una duplice artrodesi o l’associazione con protesi di caviglia.
● Recupero
Recupero post-operatorio
Dopo osteotomie e trasferimenti tendinei
- Immobilizzazione per circa 4 settimane senza carico con stivaletto gessato
- Successivamente, carico graduale con tutore a 90° e inizio dell’idrokinesiterapia
- Magnetoterapia domiciliare per favorire la guarigione ossea
- Ritorno alla guida: dopo circa 8 settimane
- Ripresa dell’attività sportiva: dopo 4-5 mesi
Dopo artrodesi
- Immobilizzazione di 5 settimane senza carico, seguite da 3 settimane con tutore
- Idrokinesiterapia e magnetoterapia consigliate per migliorare la consolidazione
- Recupero completo e ritorno alla vita quotidiana in circa 6 mesi, variabile in base a età, gravità della deformità e condizioni generali del paziente.
Quando rivolgersi allo specialista
Se avverti dolore, instabilità o difficoltà nel camminare, una valutazione ortopedica specialistica è il primo passo per individuare la causa e pianificare il trattamento più adatto.







