Cos'è


Cause del piede piatto nell’adulto

Il piede piatto – o sindrome pronatoria – è una deformità caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale associata a valgismo del calcagno, cioè una deviazione verso l’esterno.In condizioni normali, il piede durante il passo si comporta come una leva morbida in fase di appoggio e come una leva rigida in fase di spinta, garantendo equilibrio, ammortizzazione e forza propulsiva.

Nel piede piatto, invece, l’arco plantare cede e il carico si concentra sulla parte interna del piede.Questa condizione provoca uno stato di pronazione costante, che a lungo andare può causare dolore, affaticamento e alterazioni degenerative dei tessuti molli e delle articolazioni.

Alla nascita, tutti i bambini presentano una pianta del piede piatta: con la crescita, l’arco plantare si forma gradualmente fino a completarsi intorno agli 8 anni.Se questo processo non avviene correttamente, il piede rimane piatto anche in età adulta.

Nell’adulto, la causa principale del piede piatto è la disfunzione del tendine tibiale posteriore, che può andare incontro a fenomeni degenerativi o a una vera e propria rottura.Senza l’azione di questo tendine, il calcagno devia verso l’esterno e l’arco plantare collassa.

Altri fattori che aumentano il rischio di sviluppare un piede piatto sono:

  • Iperlassità legamentosa
  • Predisposizione genetica e familiare
  • Traumi o fratture che alterano l’allineamento del piede
  • Sovrappeso e cattiva postura
  • Malattie reumatiche o degenerative

Cos'è


Cause del piede piatto nell’adulto

Il piede piatto – o sindrome pronatoria – è una deformità caratterizzata da una riduzione o assenza dell’arco plantare mediale associata a valgismo del calcagno, cioè una deviazione verso l’esterno.In condizioni normali, il piede durante il passo si comporta come una leva morbida in fase di appoggio e come una leva rigida in fase di spinta, garantendo equilibrio, ammortizzazione e forza propulsiva.

Nel piede piatto, invece, l’arco plantare cede e il carico si concentra sulla parte interna del piede.Questa condizione provoca uno stato di pronazione costante, che a lungo andare può causare dolore, affaticamento e alterazioni degenerative dei tessuti molli e delle articolazioni.

Alla nascita, tutti i bambini presentano una pianta del piede piatta: con la crescita, l’arco plantare si forma gradualmente fino a completarsi intorno agli 8 anni.Se questo processo non avviene correttamente, il piede rimane piatto anche in età adulta.

Nell’adulto, la causa principale del piede piatto è la disfunzione del tendine tibiale posteriore, che può andare incontro a fenomeni degenerativi o a una vera e propria rottura.Senza l’azione di questo tendine, il calcagno devia verso l’esterno e l’arco plantare collassa.

Altri fattori che aumentano il rischio di sviluppare un piede piatto sono:

  • Iperlassità legamentosa
  • Predisposizione genetica e familiare
  • Traumi o fratture che alterano l’allineamento del piede
  • Sovrappeso e cattiva postura
  • Malattie reumatiche o degenerative

Sintomi


Sintomi del piede piatto

Non sempre il piede piatto è sinonimo di patologia: in alcuni casi può essere asintomatico e non limitare le attività quotidiane o sportive (ne è un esempio il pluricampione Usain Bolt).Quando però i meccanismi di compenso vengono meno, compaiono dolore e instabilità.

I sintomi più comuni includono:

Dolore lungo il margine interno del piede, in corrispondenza del tendine tibiale posteriore

dolore di intensità variabile, anche a riposo

Gonfiore nella parte mediale della caviglia

Difficoltà a stare in piedi a lungo o a camminare su terreni irregolari

In alcuni casi, presenza di una prominenza ossea dolorosa (scafoide accessorio)

Dolore laterale nella parte esterna del piede, tipico delle deformità più severe

Sintomi


Sintomi del piede piatto

Non sempre il piede piatto è sinonimo di patologia: in alcuni casi può essere asintomatico e non limitare le attività quotidiane o sportive (ne è un esempio il pluricampione Usain Bolt).Quando però i meccanismi di compenso vengono meno, compaiono dolore e instabilità.

I sintomi più comuni includono:

Dolore lungo il margine interno del piede, in corrispondenza del tendine tibiale posteriore

dolore di intensità variabile, anche a riposo

Gonfiore nella parte mediale della caviglia

Difficoltà a stare in piedi a lungo o a camminare su terreni irregolari

In alcuni casi, presenza di una prominenza ossea dolorosa (scafoide accessorio)

Dolore laterale nella parte esterna del piede, tipico delle deformità più severe

Diagnosi


Diagnosi del piede piatto nell’adulto


La visita specialistica ortopedica consente di valutare accuratamente il piede sia in posizione eretta che durante il passo.Attraverso test specifici, si analizza l’equilibrio muscolare e la mobilità articolare per distinguere tra le due principali tipologie di piede piatto:

  • Flessibile: correggibile manualmente
  • Rigido: non correggibile e spesso associato ad artrosi

Gli esami diagnostici più utili sono:

  • Radiografia in carico, fondamentale per valutare la morfologia del piede, i rapporti articolari e l’eventuale presenza di artrosi.
  • TC (Tomografia Computerizzata), indicata nei casi selezionati per sospetta sinostosi o per valutare la qualità ossea.
  • Risonanza Magnetica (RMN), utile per analizzare lo stato del tendine tibiale posteriore, soprattutto in soggetti giovani e sportivi.

Se il dolore è molto intenso o non si riesce a camminare, è consigliato recarsi al pronto soccorso per una valutazione radiografica.

Trattamento conservativo


Trattamento conservativo

Il trattamento non chirurgico è indicato nei piedi piatti flessibili e poco sintomatici.In questi casi, l’obiettivo è alleviare il dolore e migliorare la stabilità, non correggere la deformità.

Le principali soluzioni conservative includono:

  • Plantari su misura, per migliorare la distribuzione del carico e ridurre la pronazione
  • Terapie fisiche (come TecarTerapia) per ridurre infiammazione e dolore
  • Farmaci antinfiammatori, in caso di dolore acuto

Quando la deformità diventa rigida o il dolore persiste, è necessario valutare il trattamento chirurgico.

Trattamento conservativo


Trattamento conservativo

Il trattamento non chirurgico è indicato nei piedi piatti flessibili e poco sintomatici.In questi casi, l’obiettivo è alleviare il dolore e migliorare la stabilità, non correggere la deformità.

Le principali soluzioni conservative includono:

  • Plantari su misura, per migliorare la distribuzione del carico e ridurre la pronazione
  • Terapie fisiche (come TecarTerapia) per ridurre infiammazione e dolore
  • Farmaci antinfiammatori, in caso di dolore acuto

Quando la deformità diventa rigida o il dolore persiste, è necessario valutare il trattamento chirurgico.

Trattamento chirurgico


Intervento chirurgico per piede piatto nell’adulto

La scelta dell’intervento dipende dal grado di deformità e dalla flessibilità del piede.Nei piedi piatti flessibili, si preferiscono tecniche meno invasive come:

  • Osteotomie correttive del calcagno e del primo cuneiforme per riallineare il retropiede e ristabilire l’arco plantare
  • Trasposizioni tendinee, che sostituiscono il tendine tibiale posteriore non funzionante con un tendine sano (flessore lungo delle dita)

Nei piedi piatti rigidi, spesso associati ad artrosi, l’unica soluzione efficace è l’artrodesi, cioè la fusione di una o più articolazioni per riportare il piede in asse e ridurre il dolore.Nei casi più gravi che coinvolgono anche la caviglia, può essere indicata una duplice artrodesi o l’associazione con protesi di caviglia.

Trattamento chirurgico


Intervento chirurgico per piede piatto nell’adulto

La scelta dell’intervento dipende dal grado di deformità e dalla flessibilità del piede.Nei piedi piatti flessibili, si preferiscono tecniche meno invasive come:

  • Osteotomie correttive del calcagno e del primo cuneiforme per riallineare il retropiede e ristabilire l’arco plantare
  • Trasposizioni tendinee, che sostituiscono il tendine tibiale posteriore non funzionante con un tendine sano (flessore lungo delle dita)

Nei piedi piatti rigidi, spesso associati ad artrosi, l’unica soluzione efficace è l’artrodesi, cioè la fusione di una o più articolazioni per riportare il piede in asse e ridurre il dolore.Nei casi più gravi che coinvolgono anche la caviglia, può essere indicata una duplice artrodesi o l’associazione con protesi di caviglia.

Recupero


Recupero post-operatorio

Dopo osteotomie e trasferimenti tendinei

  • Immobilizzazione per circa 4 settimane senza carico con stivaletto gessato
  • Successivamente, carico graduale con tutore a 90° e inizio dell’idrokinesiterapia
  • Magnetoterapia domiciliare per favorire la guarigione ossea
  • Ritorno alla guida: dopo circa 8 settimane
  • Ripresa dell’attività sportiva: dopo 4-5 mesi

Dopo artrodesi

  • Immobilizzazione di 5 settimane senza carico, seguite da 3 settimane con tutore
  • Idrokinesiterapia e magnetoterapia consigliate per migliorare la consolidazione
  • Recupero completo e ritorno alla vita quotidiana in circa 6 mesi, variabile in base a età, gravità della deformità e condizioni generali del paziente.

Quando rivolgersi allo specialista

Se avverti dolore, instabilità o difficoltà nel camminare, una valutazione ortopedica specialistica è il primo passo per individuare la causa e pianificare il trattamento più adatto.

Domande frequenti (FAQ)

Se osservando i piedi in posizione eretta non è visibile l’arco plantare interno, oppure se l’impronta del piede appare completamente appoggiata a terra, è possibile che si tratti di piede piatto. La conferma arriva sempre da una valutazione ortopedica.

L’intervento è indicato quando il dolore è persistente, il plantare non è più efficace e la deformità è diventata rigida o artrosica.

La durata varia in base alla tecnica utilizzata, ma in media l’intervento richiede tra 60 e 120 minuti.

Il recupero completo avviene generalmente in 4-6 mesi, con tempi diversi a seconda del tipo di intervento e delle condizioni individuali.

Una condizione non trattata può portare a dolore cronico, instabilità del passo e degenerazione delle articolazioni del piede e della caviglia.

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