● Cos'è
Cos’è la tendinopatia achillea
Il tendine di Achille è il più lungo e resistente del corpo umano. Collega i muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al calcagno e consente il movimento di spinta del piede durante la camminata, la corsa e il salto.Nonostante la sua robustezza, è anche uno dei tendini più esposti a sovraccarichi e microtraumi, soprattutto negli sportivi. Quando subisce processi infiammatori o degenerativi, si parla di tendinopatia achillea.
La tendinopatia achillea è una condizione caratterizzata da infiammazione o degenerazione del tendine di Achille, che può evolvere nel tempo in una perdita di elasticità e resistenza del tessuto.Si distingue in due principali forme:
- Tendinopatia inserzionale, localizzata nel punto in cui il tendine si inserisce nel calcagno.
- Tendinopatia non inserzionale, che interessa la porzione più alta del tendine, a 2-6 cm sopra il tallone.
Entrambe le condizioni possono compromettere la funzionalità della caviglia e aumentare il rischio di rottura del tendine.
● Cos'è
Cos’è la tendinopatia achillea
Il tendine di Achille è il più lungo e resistente del corpo umano. Collega i muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al calcagno e consente il movimento di spinta del piede durante la camminata, la corsa e il salto.Nonostante la sua robustezza, è anche uno dei tendini più esposti a sovraccarichi e microtraumi, soprattutto negli sportivi. Quando subisce processi infiammatori o degenerativi, si parla di tendinopatia achillea.
La tendinopatia achillea è una condizione caratterizzata da infiammazione o degenerazione del tendine di Achille, che può evolvere nel tempo in una perdita di elasticità e resistenza del tessuto.Si distingue in due principali forme:
- Tendinopatia inserzionale, localizzata nel punto in cui il tendine si inserisce nel calcagno.
- Tendinopatia non inserzionale, che interessa la porzione più alta del tendine, a 2-6 cm sopra il tallone.
Entrambe le condizioni possono compromettere la funzionalità della caviglia e aumentare il rischio di rottura del tendine.
● Cause
Cause e fattori di rischio
Le tendinopatie achillee sono spesso causate da sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.
I principali fattori di rischio sono:
- attività sportive intense (corsa, calcio, tennis, danza)
- scarpe inadatte o con contrafforte rigido posteriore
- rigidità del tricipite surale (polpaccio)
- errori di allenamento (incremento eccessivo di carico o intensità)
- alterazioni posturali o appoggio scorretto del piede
- patologie sistemiche (diabete, disfunzioni tiroidee)
● Cause
Cause e fattori di rischio
Le tendinopatie achillee sono spesso causate da sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.
I principali fattori di rischio sono:
- attività sportive intense (corsa, calcio, tennis, danza)
- scarpe inadatte o con contrafforte rigido posteriore
- rigidità del tricipite surale (polpaccio)
- errori di allenamento (incremento eccessivo di carico o intensità)
- alterazioni posturali o appoggio scorretto del piede
- patologie sistemiche (diabete, disfunzioni tiroidee)
● Sintomi
Sintomi della tendinopatia achillea
I sintomi variano in base alla sede e alla gravità della lesione, ma i più comuni sono:
gonfiore e arrossamento nella parte posteriore della caviglia
rigidità mattutina del tendine
in alcuni casi, presenza di nodulo palpabile o crepitii tendinei
● Sintomi
Sintomi della tendinopatia achillea
I sintomi variano in base alla sede e alla gravità della lesione, ma i più comuni sono:
gonfiore e arrossamento nella parte posteriore della caviglia
rigidità mattutina del tendine
in alcuni casi, presenza di nodulo palpabile o crepitii tendinei
● Diagnosi
Diagnosi delle tendinopatie
La diagnosi di tendinopatia achillea si basa sulla visita ortopedica specialistica, durante la quale il medico valuta la sede del dolore e la funzionalità articolare.Gli esami strumentali di supporto sono:
- ecografia muscolo-tendinea, utile per identificare ispessimenti, microlesioni o calcificazioni
- risonanza magnetica, indicata per valutare il grado di degenerazione tendinea e l’eventuale presenza di rottura parziale o completa
● Diagnosi
Diagnosi delle tendinopatie
La diagnosi di tendinopatia achillea si basa sulla visita ortopedica specialistica, durante la quale il medico valuta la sede del dolore e la funzionalità articolare.Gli esami strumentali di supporto sono:
- ecografia muscolo-tendinea, utile per identificare ispessimenti, microlesioni o calcificazioni
- risonanza magnetica, indicata per valutare il grado di degenerazione tendinea e l’eventuale presenza di rottura parziale o completa
● Tipologie
Tendinopatia inserzionale e morbo di Haglund
La tendinopatia inserzionale interessa la parte inferiore del tendine, dove si inserisce nel calcagno.È spesso associata al morbo di Haglund, una sporgenza ossea posteriore del calcagno che crea attrito meccanico e favorisce l’infiammazione cronica del tendine e della borsa retroachillea.
Trattamento conservativo
Nelle fasi iniziali si mira a ridurre il dolore e l’infiammazione attraverso:
- terapia con antinfiammatori per via orale
- utilizzo di tallonette o calzature con contrafforte morbido
- esercizi di stretching eccentrico del tricipite surale
- Tecarterapia e onde d’urto, per migliorare la vascolarizzazione e ridurre lo stato infiammatorio
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.
Trattamento chirurgico
Quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, è possibile intervenire con:
- Tecnica mini-invasiva artroscopica, che permette di rimuovere la prominenza ossea del calcagno (calcaneoplastica) e borsa infiammata (bursectomia retroachillea);
- Tecnica tradizionale “open”, indicata nei casi di estese calcificazioni tendinee, con reinserzione del tendine mediante ancorette.
Il recupero prevede un tutore posizionato a 90° per circa 15 giorni con carico parziale, seguito da fisioterapia graduale. La ripresa sportiva avviene generalmente entro 4–6 mesi.
● Tipologie
Tendinopatia inserzionale e morbo di Haglund
La tendinopatia inserzionale interessa la parte inferiore del tendine, dove si inserisce nel calcagno.È spesso associata al morbo di Haglund, una sporgenza ossea posteriore del calcagno che crea attrito meccanico e favorisce l’infiammazione cronica del tendine e della borsa retroachillea.
Trattamento conservativo
Nelle fasi iniziali si mira a ridurre il dolore e l’infiammazione attraverso:
- terapia con antinfiammatori per via orale
- utilizzo di tallonette o calzature con contrafforte morbido
- esercizi di stretching eccentrico del tricipite surale
- Tecarterapia e onde d’urto, per migliorare la vascolarizzazione e ridurre lo stato infiammatorio
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.
Trattamento chirurgico
Quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, è possibile intervenire con:
- Tecnica mini-invasiva artroscopica, che permette di rimuovere la prominenza ossea del calcagno (calcaneoplastica) e borsa infiammata (bursectomia retroachillea);
- Tecnica tradizionale “open”, indicata nei casi di estese calcificazioni tendinee, con reinserzione del tendine mediante ancorette.
Il recupero prevede un tutore posizionato a 90° per circa 15 giorni con carico parziale, seguito da fisioterapia graduale. La ripresa sportiva avviene generalmente entro 4–6 mesi.
Tendinopatia non inserzionale (del corpo tendineo)
La tendinopatia non inserzionale colpisce la parte centrale del tendine di Achille, a circa 2–6 cm sopra il tallone.È una zona con scarsa vascolarizzazione, quindi più vulnerabile a processi degenerativi e con ridotta capacità di guarigione spontanea.
Trattamento conservativo
La prima scelta terapeutica è conservativa e prevede:
- riposo funzionale e modifica temporanea dell’attività sportiva
- uso di plantari o tallonette
- esercizi di allungamento e rinforzo eccentrico
- Tecarterapia e onde d’urto
- massoterapia e decontrattura dei muscoli del polpaccio.
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.
Trattamento chirurgico
Nei casi refrattari si ricorre a:
- Scarificazioni tendinee (piccole incisioni per stimolare la vascolarizzazione e la rigenerazione del tessuto)
- associazione con tecniche di medicina rigenerativa (PRP, aspirato midollare o Lipogems).
Quando il tendine presenta una degenerazione estesa, si può eseguire una trasposizione del flessore lungo dell’alluce (FHL), che fornisce supporto biomeccanico e biologico al tendine lesionato.La riabilitazione post-chirurgica prevede tutore in equino per 4 settimane senza carico, poi carico graduale fino a completo a 6 settimane. La fisioterapia in acqua (idrokinesiterapia) aiuta a riprendere la camminata in modo progressivo.
Tendinopatia non inserzionale (del corpo tendineo)
La tendinopatia non inserzionale colpisce la parte centrale del tendine di Achille, a circa 2–6 cm sopra il tallone.È una zona con scarsa vascolarizzazione, quindi più vulnerabile a processi degenerativi e con ridotta capacità di guarigione spontanea.
Trattamento conservativo
La prima scelta terapeutica è conservativa e prevede:
- riposo funzionale e modifica temporanea dell’attività sportiva
- uso di plantari o tallonette
- esercizi di allungamento e rinforzo eccentrico
- Tecarterapia e onde d’urto
- massoterapia e decontrattura dei muscoli del polpaccio.
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.
Trattamento chirurgico
Nei casi refrattari si ricorre a:
- Scarificazioni tendinee (piccole incisioni per stimolare la vascolarizzazione e la rigenerazione del tessuto)
- associazione con tecniche di medicina rigenerativa (PRP, aspirato midollare o Lipogems).
Quando il tendine presenta una degenerazione estesa, si può eseguire una trasposizione del flessore lungo dell’alluce (FHL), che fornisce supporto biomeccanico e biologico al tendine lesionato.La riabilitazione post-chirurgica prevede tutore in equino per 4 settimane senza carico, poi carico graduale fino a completo a 6 settimane. La fisioterapia in acqua (idrokinesiterapia) aiuta a riprendere la camminata in modo progressivo.
● Rotura
Rottura del tendine di Achille
La rottura del tendine di Achille è una lesione acuta che colpisce soprattutto uomini tra i 30 e i 60 anni.È spesso preceduta da una tendinopatia non trattata o da un trauma improvviso durante uno scatto o un salto.
Sintomi
Il paziente avverte una sensazione di “colpo violento dietro la caviglia” seguita da dolore, gonfiore e difficoltà nel camminare.All’esame clinico è palpabile un “vuoto” lungo il decorso del tendine.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi è principalmente clinica, confermata da ecografia o risonanza magnetica. Il trattamento può essere:
- conservativo, nei pazienti meno attivi o con patologie concomitanti
- chirurgico mini-invasivo, che consente una guarigione più rapida e un minor rischio di recidiva.
Dopo l’intervento il paziente indossa un tutore in equino senza carico per circa 30 giorni. Il carico parziale è concesso dopo 4 settimane, con successiva fisioterapia progressiva.Il ritorno all’attività sportiva avviene in genere tra i 4 e i 6 mesi.
● Trattamento
Trattamento e recupero della tendinite achillea
La strategia terapeutica deve essere personalizzata in base alla gravità della tendinopatia, all’età del paziente e al livello di attività sportiva.
Nella maggior parte dei casi, il percorso prevede:
Il percorso riabilitativo, se seguito con costanza, consente nella maggior parte dei casi un ritorno completo alle attività quotidiane e sportive.
● Medicina rigenerativa
Medicina rigenerativa e nuove tecniche chirurgiche
Le tecniche di medicina rigenerativa ortopedica come PRP, Lipogems o aspirato midollare favoriscono la rigenerazione del tessuto tendineo, accelerano la guarigione e migliorano la qualità del recupero.L’integrazione con tecniche chirurgiche mini-invasive permette di ottenere risultati più rapidi e duraturi, con minore dolore post-operatorio e tempi di riabilitazione ridotti.











