Cos’è     Cause     Sintomi     Diagnosi     Tipologie     Rotura    Trattamento    Medicina rigenerativa    Consulenza     FAQ

Cos’è     Cause     Sintomi     Diagnosi     Tipologie     Rotura    Trattamento    Medicina rigenerativa    Consulenza     FAQ

Cos'è


Cos’è la tendinopatia achillea

Il tendine di Achille è il più lungo e resistente del corpo umano. Collega i muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al calcagno e consente il movimento di spinta del piede durante la camminata, la corsa e il salto.Nonostante la sua robustezza, è anche uno dei tendini più esposti a sovraccarichi e microtraumi, soprattutto negli sportivi. Quando subisce processi infiammatori o degenerativi, si parla di tendinopatia achillea.

La tendinopatia achillea è una condizione caratterizzata da infiammazione o degenerazione del tendine di Achille, che può evolvere nel tempo in una perdita di elasticità e resistenza del tessuto.Si distingue in due principali forme:

  • Tendinopatia inserzionale, localizzata nel punto in cui il tendine si inserisce nel calcagno.
  • Tendinopatia non inserzionale, che interessa la porzione più alta del tendine, a 2-6 cm sopra il tallone.

Entrambe le condizioni possono compromettere la funzionalità della caviglia e aumentare il rischio di rottura del tendine.

Cos'è


Cos’è la tendinopatia achillea

Il tendine di Achille è il più lungo e resistente del corpo umano. Collega i muscoli del polpaccio (gastrocnemio e soleo) al calcagno e consente il movimento di spinta del piede durante la camminata, la corsa e il salto.Nonostante la sua robustezza, è anche uno dei tendini più esposti a sovraccarichi e microtraumi, soprattutto negli sportivi. Quando subisce processi infiammatori o degenerativi, si parla di tendinopatia achillea.

La tendinopatia achillea è una condizione caratterizzata da infiammazione o degenerazione del tendine di Achille, che può evolvere nel tempo in una perdita di elasticità e resistenza del tessuto.Si distingue in due principali forme:

  • Tendinopatia inserzionale, localizzata nel punto in cui il tendine si inserisce nel calcagno.
  • Tendinopatia non inserzionale, che interessa la porzione più alta del tendine, a 2-6 cm sopra il tallone.

Entrambe le condizioni possono compromettere la funzionalità della caviglia e aumentare il rischio di rottura del tendine.

Cause


Cause e fattori di rischio

Le tendinopatie achillee sono spesso causate da sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.

I principali fattori di rischio sono:

  • attività sportive intense (corsa, calcio, tennis, danza)
  • scarpe inadatte o con contrafforte rigido posteriore
  • rigidità del tricipite surale (polpaccio)
  • errori di allenamento (incremento eccessivo di carico o intensità)
  • alterazioni posturali o appoggio scorretto del piede
  • patologie sistemiche (diabete, disfunzioni tiroidee)

Cause


Cause e fattori di rischio

Le tendinopatie achillee sono spesso causate da sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.

I principali fattori di rischio sono:

  • attività sportive intense (corsa, calcio, tennis, danza)
  • scarpe inadatte o con contrafforte rigido posteriore
  • rigidità del tricipite surale (polpaccio)
  • errori di allenamento (incremento eccessivo di carico o intensità)
  • alterazioni posturali o appoggio scorretto del piede
  • patologie sistemiche (diabete, disfunzioni tiroidee)

Sintomi


Sintomi della tendinopatia achillea

I sintomi variano in base alla sede e alla gravità della lesione, ma i più comuni sono:

dolore posteriore al tallone, accentuato durante la camminata o la corsa

gonfiore e arrossamento nella parte posteriore della caviglia

rigidità mattutina del tendine

difficoltà nel sollevarsi sulla punta dei piedi

in alcuni casi, presenza di nodulo palpabile o crepitii tendinei

Sintomi


Sintomi della tendinopatia achillea

I sintomi variano in base alla sede e alla gravità della lesione, ma i più comuni sono:

dolore posteriore al tallone, accentuato durante la camminata o la corsa

gonfiore e arrossamento nella parte posteriore della caviglia

rigidità mattutina del tendine

difficoltà nel sollevarsi sulla punta dei piedi

in alcuni casi, presenza di nodulo palpabile o crepitii tendinei

Diagnosi


Diagnosi delle tendinopatie

La diagnosi di tendinopatia achillea si basa sulla visita ortopedica specialistica, durante la quale il medico valuta la sede del dolore e la funzionalità articolare.Gli esami strumentali di supporto sono:

  • ecografia muscolo-tendinea, utile per identificare ispessimenti, microlesioni o calcificazioni
  • risonanza magnetica, indicata per valutare il grado di degenerazione tendinea e l’eventuale presenza di rottura parziale o completa

Diagnosi


Diagnosi delle tendinopatie

La diagnosi di tendinopatia achillea si basa sulla visita ortopedica specialistica, durante la quale il medico valuta la sede del dolore e la funzionalità articolare.Gli esami strumentali di supporto sono:

  • ecografia muscolo-tendinea, utile per identificare ispessimenti, microlesioni o calcificazioni
  • risonanza magnetica, indicata per valutare il grado di degenerazione tendinea e l’eventuale presenza di rottura parziale o completa

Tipologie


Tendinopatia inserzionale e morbo di Haglund

La tendinopatia inserzionale interessa la parte inferiore del tendine, dove si inserisce nel calcagno.È spesso associata al morbo di Haglund, una sporgenza ossea posteriore del calcagno che crea attrito meccanico e favorisce l’infiammazione cronica del tendine e della borsa retroachillea.

Trattamento conservativo

Nelle fasi iniziali si mira a ridurre il dolore e l’infiammazione attraverso:

  • terapia con antinfiammatori per via orale
  • utilizzo di tallonette o calzature con contrafforte morbido
  • esercizi di stretching eccentrico del tricipite surale
  • Tecarterapia e onde d’urto, per migliorare la vascolarizzazione e ridurre lo stato infiammatorio

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.

Trattamento chirurgico

Quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, è possibile intervenire con:

  • Tecnica mini-invasiva artroscopica, che permette di rimuovere la prominenza ossea del calcagno (calcaneoplastica) e borsa infiammata (bursectomia retroachillea);
  • Tecnica tradizionale “open”, indicata nei casi di estese calcificazioni tendinee, con reinserzione del tendine mediante ancorette.

Il recupero prevede un tutore posizionato a 90° per circa 15 giorni con carico parziale, seguito da fisioterapia graduale. La ripresa sportiva avviene generalmente entro 4–6 mesi.

Dott. Luca Carboni durante l'intervento di tendinopatia

Tipologie


Tendinopatia inserzionale e morbo di Haglund

Dott. Luca Carboni durante l'intervento di tendinopatia

La tendinopatia inserzionale interessa la parte inferiore del tendine, dove si inserisce nel calcagno.È spesso associata al morbo di Haglund, una sporgenza ossea posteriore del calcagno che crea attrito meccanico e favorisce l’infiammazione cronica del tendine e della borsa retroachillea.

Trattamento conservativo

Nelle fasi iniziali si mira a ridurre il dolore e l’infiammazione attraverso:

  • terapia con antinfiammatori per via orale
  • utilizzo di tallonette o calzature con contrafforte morbido
  • esercizi di stretching eccentrico del tricipite surale
  • Tecarterapia e onde d’urto, per migliorare la vascolarizzazione e ridurre lo stato infiammatorio

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.

Trattamento chirurgico

Quando il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, è possibile intervenire con:

  • Tecnica mini-invasiva artroscopica, che permette di rimuovere la prominenza ossea del calcagno (calcaneoplastica) e borsa infiammata (bursectomia retroachillea);
  • Tecnica tradizionale “open”, indicata nei casi di estese calcificazioni tendinee, con reinserzione del tendine mediante ancorette.

Il recupero prevede un tutore posizionato a 90° per circa 15 giorni con carico parziale, seguito da fisioterapia graduale. La ripresa sportiva avviene generalmente entro 4–6 mesi.

Tendinopatia non inserzionale (del corpo tendineo)

La tendinopatia non inserzionale colpisce la parte centrale del tendine di Achille, a circa 2–6 cm sopra il tallone.È una zona con scarsa vascolarizzazione, quindi più vulnerabile a processi degenerativi e con ridotta capacità di guarigione spontanea.

Trattamento conservativo

La prima scelta terapeutica è conservativa e prevede:

  • riposo funzionale e modifica temporanea dell’attività sportiva
  • uso di plantari o tallonette
  • esercizi di allungamento e rinforzo eccentrico
  • Tecarterapia e onde d’urto
  • massoterapia e decontrattura dei muscoli del polpaccio.

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.

Trattamento chirurgico

Nei casi refrattari si ricorre a:

  • Scarificazioni tendinee (piccole incisioni per stimolare la vascolarizzazione e la rigenerazione del tessuto)
  • associazione con tecniche di medicina rigenerativa (PRP, aspirato midollare o Lipogems).

Quando il tendine presenta una degenerazione estesa, si può eseguire una trasposizione del flessore lungo dell’alluce (FHL), che fornisce supporto biomeccanico e biologico al tendine lesionato.La riabilitazione post-chirurgica prevede tutore in equino per 4 settimane senza carico, poi carico graduale fino a completo a 6 settimane. La fisioterapia in acqua (idrokinesiterapia) aiuta a riprendere la camminata in modo progressivo.

Tendinopatia non inserzionale (del corpo tendineo)

La tendinopatia non inserzionale colpisce la parte centrale del tendine di Achille, a circa 2–6 cm sopra il tallone.È una zona con scarsa vascolarizzazione, quindi più vulnerabile a processi degenerativi e con ridotta capacità di guarigione spontanea.

Trattamento conservativo

La prima scelta terapeutica è conservativa e prevede:

  • riposo funzionale e modifica temporanea dell’attività sportiva
  • uso di plantari o tallonette
  • esercizi di allungamento e rinforzo eccentrico
  • Tecarterapia e onde d’urto
  • massoterapia e decontrattura dei muscoli del polpaccio.

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) può essere utilizzato come supporto biologico per modulare l’infiammazione, ma ha un ruolo secondario rispetto alla correzione del conflitto meccanico.

Trattamento chirurgico

Nei casi refrattari si ricorre a:

  • Scarificazioni tendinee (piccole incisioni per stimolare la vascolarizzazione e la rigenerazione del tessuto)
  • associazione con tecniche di medicina rigenerativa (PRP, aspirato midollare o Lipogems).

Quando il tendine presenta una degenerazione estesa, si può eseguire una trasposizione del flessore lungo dell’alluce (FHL), che fornisce supporto biomeccanico e biologico al tendine lesionato.La riabilitazione post-chirurgica prevede tutore in equino per 4 settimane senza carico, poi carico graduale fino a completo a 6 settimane. La fisioterapia in acqua (idrokinesiterapia) aiuta a riprendere la camminata in modo progressivo.

Rotura


Rottura del tendine di Achille

La rottura del tendine di Achille è una lesione acuta che colpisce soprattutto uomini tra i 30 e i 60 anni.È spesso preceduta da una tendinopatia non trattata o da un trauma improvviso durante uno scatto o un salto.

Sintomi

Il paziente avverte una sensazione di “colpo violento dietro la caviglia” seguita da dolore, gonfiore e difficoltà nel camminare.All’esame clinico è palpabile un “vuoto” lungo il decorso del tendine.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi è principalmente clinica, confermata da ecografia o risonanza magnetica. Il trattamento può essere:

  • conservativo, nei pazienti meno attivi o con patologie concomitanti
  • chirurgico mini-invasivo, che consente una guarigione più rapida e un minor rischio di recidiva.

Dopo l’intervento il paziente indossa un tutore in equino senza carico per circa 30 giorni. Il carico parziale è concesso dopo 4 settimane, con successiva fisioterapia progressiva.Il ritorno all’attività sportiva avviene in genere tra i 4 e i 6 mesi.

Trattamento


Trattamento e recupero della tendinite achillea

La strategia terapeutica deve essere personalizzata in base alla gravità della tendinopatia, all’età del paziente e al livello di attività sportiva.

Nella maggior parte dei casi, il percorso prevede:



Il percorso riabilitativo, se seguito con costanza, consente nella maggior parte dei casi un ritorno completo alle attività quotidiane e sportive.

Medicina rigenerativa


Medicina rigenerativa e nuove tecniche chirurgiche

Le tecniche di medicina rigenerativa ortopedica come PRP, Lipogems o aspirato midollare favoriscono la rigenerazione del tessuto tendineo, accelerano la guarigione e migliorano la qualità del recupero.L’integrazione con tecniche chirurgiche mini-invasive permette di ottenere risultati più rapidi e duraturi, con minore dolore post-operatorio e tempi di riabilitazione ridotti.

Quando rivolgersi allo specialista

È opportuno rivolgersi all’ortopedico quando:

  • Dolore anteriore o posteriore che limita la vita quotidiana o lo sport.
  • Recidive dopo distorsioni o recuperi incompleti.
  • Sospetto os trigonum/conflitto posteriore nei ballerini o sportivi.
  • Necessità di definire se sei candidato all’artroscopia.
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Domande frequenti (FAQ)

La tendinite è una condizione acuta di infiammazione, mentre la tendinopatia è una forma cronica con degenerazione delle fibre tendinee.

Si inizia con terapia conservativa (onde d’urto, stretching, calzature adeguate); nei casi resistenti si valuta la calcaneoplastica artroscopica.

In media dai 4 ai 6 mesi, variabili in base all’estensione della lesione e al protocollo riabilitativo.

Sì, può stimolare la rigenerazione cellulare e accelerare i tempi di recupero, soprattutto nelle forme non inserzionali.

Quando il dolore persiste nonostante la fisioterapia e i trattamenti conservativi, o in presenza di degenerazione tendinea avanzata.

Si inizia con terapie conservative (onde d’urto, stretching eccentrico, calzature adeguate); nei casi resistenti si valuta l’intervento mini-invasivo di calcaneoplastica.

Generalmente dai 4 ai 6 mesi, in base al tipo di intervento e alla risposta individuale alla riabilitazione.

Sì, il PRP può stimolare la rigenerazione cellulare e ridurre i tempi di recupero, soprattutto nelle forme non inserzionali.

Quando il dolore persiste nonostante la fisioterapia e le terapie conservative o quando la degenerazione tendinea è avanzata.

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